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lunedì 5 luglio 2010

lunedì 21 giugno 2010

La passeggiata di un pittore distratto: la caleidoscopica creatività di Akira Zakamoto

Rodari sosteneva che 'sbagliando s'inventa', che dall'errore possono nascere percorsi fantastici e creativi: tutto sta nell'assecondare i propri errori, nell'attribuire ad essi un significato ed interpretarne il valore. Il percorso creativo di Akira Zakamoto sembra voler esplicitare questo concetto, sembra porlo come fondamento della propria motivazione creativa, della propria inquieta sperimentazione. L'errore, Zakamoto lo racchiude nel nome, che in giapponese è un nome impossibile, sbagliato, che omaggia l'Oriente, lo richiama, lo racchiude in un qual modo, e rende l'artista riconoscibile: gli crea un'identità di cui è difficile identificare i contorni, data la sua vasta e poliedrica produzione creativa, che eppure appare nitida e chiara come una fiaba per bambini, immediatamente intuibile nella propria sostanza comunicativa.
Si chiede spesso, ai bambini: 'ma dove hai la testa?': il volto, gli occhi, il naso, il sorriso, sembrano tutti scivolati, atterrati nelle tele di Zakamoto, quadri specchi di un artista che ci sembra di immaginare intento a toccarsi il collo mentre dipinge, per essere sicuro che la testa sia ancora al suo posto. I suoi bambini angeli, supereroi, creatori di mondi, metafore di un mondo possibile, sono bambini con la testa sul collo, sono volti di bambini che ci guidano in un mondo nuovo dove una poetica che vuole preludere ad un mondo migliore non solo è possibile, ma è addirittura reale. In questo mondo Akira Zakamoto si muove disinvolto in loro compagnia, rinasce, riconosce ciò che è rimasto di un tempo che secondo la sua poetica è eterno. Sembra citare una frase attribuita dalla tradizione a Dante Alighieri, e ricordarci che del Paradiso ci sono rimasti il cielo, le stelle e i bambini, e nel farlo concede ai suoi bambini un ruolo privilegiato di narr-attori, ne evidenzia, di volta in volta, lo sguardo od i gesti, concentrandosi su particolari che lo attraggono più di altri, che meglio di altri sembrano svelargli un segreto.
Come ne 'la passeggiata di un distratto' di Rodari, il fanciullino di Zakamoto si smarrisce, poco a poco, nello sguardo dei suoi personaggi, che costituisce il fil rouge di tutta la sua poetica. I ritratti, reali e reinterpretati, sembrano contenere riferimenti alla pop art, ai manga, alla sua formazione grafica, eppure tutto questo viene riletto alla luce di contenuti originali, in un caleidoscopio colorato costituito da parti armoniche che risuonano insieme ai nostri occhi.
Al termine del percorso di un'esposizione di Zakamoto, tutto questo appare chiaro, come se avessimo letto un testo ricco di contenuti tradotto in termini semplici ed essenziali. Come se, attendendo sulla soglia il pittore al termine di una passeggiata tra i suoi significati, a noi fossero rimasti in mano -donati dalle tele- dei pezzi importanti per comprenderlo. Nel ritrovarlo, non potremo fare altro che agire come la mamma del distratto di Rodari, che, nel ricomporre il figlio, lo rassicura. A noi non resterà che dire, con un sorriso, 'Sì, Zakamoto, sei stato proprio bravo'.

Elisa Basso

Zakamoto come Cassiopea dona il suo aiuto incondizionato.
I bambini sono lo specchio dell’innocenza, l’incarnazione più pura del bene, il sentiero da seguire per entrare nel Regno dei Cieli e condizione fondamentale per entrare nel Regno di Luca Motolese alias Akira Zakamoto. Sovente lo sguardo del fanciullo, la cui sublime fantasia è in grado di spalancare le porte dei sogni, è stato rappresentato come l’antitesi tra il mondo degli adulti, costellato di incubi e di contraddizioni.
I bambini sono una miniera inesauribile di trovate, di soluzioni ardite, di impreviste conclusioni e Zakamoto si dimostra ben consapevole di questa ricchezza e la sfrutta pienamente. La sua fiducia esistenziale e pittorica pare riposta nei loro paffuti volti dagli occhi brillanti di stupore ed innocenza che prima fotografa e poi riproduce con il pennello.

Le composizioni con soggetti adulti sono sporadiche, tuttavia le tele delle “Stanze dorate” raffigurano suggestivi mezzi busti femminili con la testa reclinata vestite con abiti-galassie.

Inizialmente nei quadri erano preponderanti le tonalità cromatiche del rosso, giallo, grigio e nero, ma in seguito la tavolozza si è arricchita di toni arcobaleno stesi e disfatti in un impasto più corposo e materico. Nelle ultime opere si avverte che l’artista sta affrontando in modo approfondito lo studio della tecnica: inizialmente il colore puro è steso in campiture piatte ed uniformi, poi gradualmente si disfa in misture ed ombre cangianti di grande gestualità pittorica.

Lo spazio della tela è quasi unicamente occupato da visi e piccoli corpi rimpiccioliti visti dall’alto. Solitamente lo sfondo è monocromo: cieli neri, celesti, rosa, viola, rossi, arancioni, gialli e verdi, ma compaiono anche righe convergenti verso un punto. Altre volte sono riconoscibili panoramiche di città, galassie con pianeti, steroidi in esplosione, stelline stilizzate, dischi volanti che proiettano fasci di luce, enormi numeri e frasi.

Si ravvisano anche brand di bevande americane quali la Coca Cola, Schweeps e il pupazzo Miquelito dello spot pubblicitario della caffettiera. Da questa scelta si evince una latente critica al consumismo ed alla globalizzazione che la società americana impone. Un’altra problematica si cela dietro il progetto pittorico riguardante il “Ritalin”, uno psicofarmaco sedativo che viene somministrato dai genitori ai figli considerati ipercinetici.

Nelle serie di dipinti intitolati “Portatori del futuro” e “Creatori di mondi” compaiono volti di bambini carichi di forza e vitalità che con aria compiaciuta ci mostrano giochi magici. Tra le loro mani può comparire un globo terrestre per palla, o un pianeta in nuce come biglia, ma anche una bacchetta magica a forma di stella attraverso la quale attentamente ci scrutano. Inoltre basta solo un loro alito a trasformare delle bolle di sapone lievi ed evanescenti in pianeti e stelle che con un annaffiatoio cosmico abbeverano d’energia. Attraverso un semplice respiro, sono in grado di dar vita alla loro immaginazione senza divieti alcuni e forgiare a proprio piacimento un astro alternativo alla ormai corrotta Terra degli adulti.
Dall’esasperazione della parte profondamente anarchica e guerriera che esiste in ogni bambino, anche nel più buono, che giorno dopo giorno lotta con le unghie e con i denti per affermare la propria libertà d’espressione nasce un’altra serie d’opere detta “Superoes”. L’ispirazione prende avvio dall’idea del “Superuomo” e dall’estenuante lotta contro le “regole” che la cultura con violenza impone ai piccoli sotto forma di carezze e schiaffi. È una battaglia silenziosa, la rappresentazione di un inconscio selvaggio in cui i bambini scelgono di non piegarsi ad una realtà artificiale, edulcorata ed ai loro occhi perversa: un atto di protesta contro il mondo dei “grandi”. Si tratta sempre di un sogno, in fondo: il sogno di un Altrove che non c’è, non poi così diverso da quell’isola dove Peter Pan si rifugia.
Con irruenti e caldi colori, Zakamoto combatte il degrado del reale e crea piccoli supereroi che si ergono salvatori del pianeta e volano sopra le città. Per incantesimo, i loro capelli diventano onde, fiamme e coriandoli. Tra accennati sorrisi e occhi cangianti compaiono pure supereroi dei fumetti americani quali Batman, l’Uomo Ragno, Capitan America, Ironman Thor, Fiamma… e continenti.
Invece, la serie di dipinti dedicata agli “Angeli” pone in primo piano fanciulli dalla grossa testa ed il corpo scorciato che volano verso l’alto ed indossano occhiali sulle cui lenti si riflettono le stelle. Inconsapevoli della propria potenza, tramite la loro pura innocenza ci riscattano dal grigiore quotidiano mostrandoci una strada diversa. L’artista non può far altro che inginocchiarsi ed osservare l’avvento del nuovo mondo e guardare esausto i volti dei poeti del futuro.
È affascinante scoprire come i piccoli vedano le cose “dal dritto e dal rovescio” e possiedano la volontà di superare le apparenze senza timore, anzi lo sconosciuto si esplora e si prova! Come nel racconto di Gianni Rodari “La torta in cielo” due simpatici bimbi sconfiggono le paure degli adulti e gustano una meravigliosa torta scesa dal cielo creduta da tutti un disco volante o chissà quale altra catastrofe.
Nei quadri denominati “Giro Giro Tondo cambia il mondo” ed “Avvistamenti”, tra lo sgomento misto a divertimento, il bambino rappresenta il futuro ed osserva deflagrare la Terra in mille frammenti di luce. Ed ecco sbocciare il cambiamento: la fine non è altro che l’inizio di una nuova vita, dalle schegge colorate si ricostruiranno mondi nuovi ed incontaminati lontani dalla normalità intesa come schema rigido e modello comportamentale comune.

Attraverso il progetto “FiloDiFusione”, Zakamoto affida alla “Bandiera del futuro” il messaggio di cambiamento che gli era stato trasmesso dagli esseri extraterrestri che lo rapirono: "Stiamo per assistere alla nascita di una nuova dimensione creata dall'amore, dal sogno, dalla magia e dalla follia". Il vessillo con il dolce viso dal lungimirante sguardo sta girando tutto il mondo e per tre giorni sventola sui balconi di coloro che la richiedono. In tal maniera l’opera d’arte si avvicina alle persone e per mezzo del costo di spedizione si finanzierà una richiesta di aiuto.

Zakamoto come Cassiopea dona il suo aiuto incondizionato, saggiamente ci indica la strada della salvezza attraverso le immagini. Invece i bambini dipinti dall’artista sono come Momo e saranno coloro che ci insegneranno ad assaporare le piccole gioie quotidiane.

Una tartaruga speciale di nome Cassiopea sapeva "parlare", non con la voce, ma facendo comparire lettere luminose sul suo carapace. Questa testuggine particolare conduce Momo da Mastro Hora. il governatore del tempo, per sconfiggere i perfidi Signori Grigi che rubarono il tempo libero ai cittadini facendo loro credere di poterlo investire meglio.
“Le persone, così, iniziano a fare tutto di corsa, con la fretta perché hanno tante cose da fare e da finire senza gustare e assaporare più nulla della loro vita, vivono ormai solo con lo scopo di fare le cose nel minor tempo possibile con l'illusione di risparmiare tempo, in realtà stanno SPRECANDO tutto il tempo messo a loro disposizione.... senza pensare che è il tempo, la nostra unica vera ricchezza. Perché il tempo è la vita. E la vita dimora nel cuore.” (Michael Ende, Momo, 1973)
Attraverso un simbolismo fantastico e immaginario, sia le tele di Akira Zakamoto che il romanzo, sono una feroce critica al consumismo e alla frenesia della vita moderna, che nel suo progresso tecnologico e produttivo perde completamente di vista l'obiettivo della felicità delle persone e della qualità di vita.

Osservare i dipinti di Akira Zakamoto è come leggere il romanzo fantastico di Michael Ende, è come guardarsi allo specchio e scoprirsi incapaci di sognare; è come spiare attraverso una sfera di cristallo e scorgere un futuro ben poco promettente. Ciò nonostante è sempre presente la speranza di cambiare.

giovedì 15 aprile 2010

Alice è un angelo!

cm. 80 x 80
olio su tela
2010
"Gli angeli di Levate"

Diarra è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

E' un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Ibrahim è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Silvia è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Tommaso è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Sean, Ethan e Tristan sono Angeli!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Riccardo è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Anita è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Sean, Ethan e Tristan sono Angeli!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Brunilde è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Maddalena è un angelo!

cm. 18 x 13
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Matilde è un angelo!

cm. 18 x 13
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Mattia è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Nicolò è un angelo!

cm. 30 x 40
olio su tela
2010
"Gli angeli di Levate"

Lorenzo l'angelo pirata

cm. 20 x 40
olio su tela
2010
"Gli angeli di Levate"

Gaia è un angelo!

cm. 20 x 30
olio su tela
2010
"Gli angeli di Levate"

William l'angelo del cambiamento

cm. 90 x 30
olio su tela
2010
"Gli angeli di Levate"

Ian è un angelo!

cm. 50 x 50
olio su tela
2010
"Gli angeli di Levate"

Mariama è un angelo!

cm. 50 x 50
olio su tela
2010
"Gli angeli di Levate"

Desirè è un angelo!

cm. 50 x 50
olio su tela
2010
"Gli angeli di Levate"

iacopo è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Eleonora è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Mariaelena è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Sophie è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Arianna e Alessia sono angeli!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Viola è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Marco è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Francesca è un angelo

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Sean, Ethan e Tristan sono Angeli

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Sofia è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Giosuè è un angelo

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Daniele è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Diego è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Elisa è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Mattia è un angelo!

cm. 20 x 20
olio su carta
2010
"Gli angeli di Levate"

Imaen è un angelo!

cm. 100 x 50
olio su tela
2010
"Gli angeli di Levate"

Michelle l'angelo creatrice di stelle

cm. 100 x 50
olio su tela
2010
"Gli angeli di Levate"

La famiglia del futuro


cm. 100 x 100
olio su tela
2010
"Gli angeli di Levate"

Sofia è un angelo!

cm. 100 x 50
olio su tela
2010
"Gli angeli di Levate"

Elisa è un angelo!

cm. 150 x 100
olio su tela
2010
"Gli Angeli di Levate"

giovedì 8 aprile 2010

“Angeli” di Akira Zakamoto



Angeli” di Akira Zakamoto approda a Levate (BG) dall' 11 al 25 Aprile 2010.
L'esposizione di quadri è stata preceduta da una giornata di festa nella quale la fotografa Simona Vanetti ha ritratto i volti dei bambini della città, dalle foto sono stati tratti i quadri in esposizione.

Il progetto “Angeli” nasce dall' esigenza del pittore di stabilire un contatto stretto tra il quadro e il suo fruitore, al fine di riportare la creazione artistica nella direzione delle persone.

Entrando in contatto con i bambini e il loro immaginario, Zakamoto trae le suggestioni per la realizzazione dei quadri.

Angeli” ha toccato sino ad oggi le città di Cortemilia (CN), Ivrea (TO), Cervo (IM), Parabiago (MI); nel 2010 raggiungerà anche Valenza (AL) e Rho (MI), ogni tappa di questo viaggio ha confermato all'artista l'importanza del ruolo dei bambini nelle comunità degli esseri umani e la “centralità” della provincia (fantastico ossimoro) nell'Italia del nuovo millennio.
I bambini sono il futuro del genere umano e come tali vanno celebrati.

Come scrive il critico d'Arte Fabio Carnaghi “In questo nuovo ordine iconografico, prima ancora che contenutistico, figure infantili vagano sospese in atmosfere cosmiche e talvolta cosmologiche: ora esploratori dello spazio, ora artefici di mondi. Interi continenti divengono macchie di colore sui volti, quasi esiti di vivaci performances ludiche, mentre la Terra è una palla nelle mani di creature in apparenza così fragili, ma così eterne”.

Nella tappa di Levate Akira Zakamoto si è concentrato sui volti dei bambini, sul loro sguardo intenso e divertito, sulla loro vitalità espressa a tutta forza.
Sono nati così quadri di diverse dimensioni nei quali i volti dei bambini diventano mappe del mondo del futuro, dove gli occhi dei bambini sembrano scrutare oltre la dimensione del percepibile, verso il futuro, verso l'altrove misterioso.

Gli angeli della tradizione si mutano in creature reali, terrestri o addirittura nel Übermensch nietzschiano, nell' “oltre uomo” colui che ha recuperato l'innocenza della vita e del divenire, la sua spontaneità, la gioia di vivere, lo spirito dionisiaco, l'essere se stessi, il godersi il presente e la "terra" senza nascondere la testa nella sabbia delle cose ultraterrene.

Come scrive il critico d'Arte Carlo Gavazzi “Akira sa non solo dipingere ma anche scrivere, e il messaggio che vuole trasmetterci con le parole è un’amplificazione, o meglio un’esegesi (personale ma non distorta) di ciò che disse Gesù circa i bambini e la necessità di esser come loro, perché a chi è come loro appartiene il regno dei cieli – il quale regno, ammonisce lo stesso Maestro, non è da cercarsi altrove, nell’amletico “paese non ancora scoperto dai cui confini nessun viaggiatore ritorna”, bensì quaggiù, fra noi.

mercoledì 10 marzo 2010

Il semaforo blu


cm. 90 x 90
olio su tela
2010
Parco della Fantasia - Museo Rodari - Omegna

Il solco e la primula



cm. 90 x 90
olio su tela
2010
Solchi - Teatro Vittoria, Torino 12-03-2010

Milano - Galleria Spazio Sempione





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